COMPETENZA DI SÉ
Imparare a riconoscere il proprio funzionamento
Una nuova alfabetizzazione per il secondo quarto di secolo del terzo millennio
C’è stato un tempo, nemmeno troppo lontano, in cui per telefonare a qualcuno si utilizzava un apparecchio collegato alla parete di casa, o appoggiato su un mobile nel salotto.
Aveva una rotella con dieci numeri, un filo e una funzione molto precisa: telefonare.
Oggi portiamo in tasca uno smartphone che fotografa, registra, traduce, calcola, ci orienta, ci informa, ci ricorda gli appuntamenti, ci permette di lavorare, di programmare un viaggio o le vacanze, ascoltare musica, guardare un film, comunicare in tempo reale con qualcuno che si trova dall’altra parte del pianeta e…. che telefona pure.
Ma siamo già andati notevolmente oltre.
L’Intelligenza Artificiale è entrata nella nostra quotidianità con una velocità impressionante. Miliardi di utenti nel mondo.
Significa cambiamento.
Non riguarda più soltanto gli specialisti o le aziende tecnologiche: sta modificando il modo in cui studiano i giovani, lavorano gli adulti, si informano le persone, si fanno diagnosi mediche o psicologiche e, progressivamente, anche il modo in cui le generazioni più anziane entrano in relazione con un mondo che cambia.
Possiamo discutere se tutto questo ci piaccia oppure no.
Ma il cambiamento è qui e sta accadendo.
E io credo che uno dei compiti più interessanti del nostro tempo sia imparare a integrare il nuovo senza distruggere le proprie origini.
Sarebbe assurdo, oggi, pretendere di continuare a utilizzare soltanto il telefono a rotella, così come sarebbe assurdo cancellarlo dalla nostra storia, come se non avesse fatto parte della nostra esperienza.
Quel telefono racconta qualcosa di noi.
Lo smartphone racconta qualcosa di noi.
L’Intelligenza Artificiale racconterà qualcosa di noi.
Chi siamo noi, mentre tutto questo cambia?
Chi siamo oggi, in relazione a chi siamo stati?
Da anni osservo il funzionamento umano, le relazioni, il linguaggio e le trasformazioni della società. E naturalmente osservo anche me, dentro lo stesso cambiamento.
Non mi interessa difendere nostalgicamente il passato e nemmeno aderire acriticamente a ogni novità: a me interessa la traiettoria.
Quello spazio vivo che collega ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.
Una delle grandi sfide del nostro tempo consiste nel riuscire ad attraversare il cambiamento senza perdere il filo della propria esperienza.
Sappiamo riconoscere il nostro funzionamento mentre accade?
Da qui in poi nasce il progetto della Competenza di Sé.
Come primo passo ho scelto il formato del podcast perché appartiene al nostro tempo.
Oggi possiamo ascoltare un contenuto mentre guidiamo, camminiamo, cuciniamo, ci alleniamo, viaggiamo o svolgiamo attività che non richiedono tutta la nostra attenzione.
La voce ci accompagna e può diventare un sottofondo
E qualche volta accade che una frase attraversa quel sottofondo: ci raggiunge e rimane lì.
Il podcast nasce anche per questo, per portare alcune domande fuori dalle aule di formazione, dai libri e dagli incontri professionali e lasciarle circolare nella vita quotidiana.
Ho costruito una prima stagione di dodici episodi.
Non vogliono essere dodici lezioni e nemmeno dodici risposte.
A me piace considerarli come dodici territori di osservazione.
Non sono tutti e non sono rappresentativi dell’intero programma della Competenza di Sé.
E’ un inizio ben strutturato.
Si parla di crescita personale e dei suoi paradossi, di identità, di stanchezza, di ciò che non ci permettiamo di sentire, di scelte, di linguaggio, delle maschere nelle quali possiamo scivolare mentre crediamo di stare crescendo, di attraversamento, di memi, di amore incompiuto.
Fino ad arrivare alla domanda che tiene insieme tutto il percorso:
che cos’è davvero la Competenza di Sé?
La risposta che propongo durante questa esplorazione è apparentemente semplice:
la Competenza di Sé è l’arte di accorgersi.
Accorgersi….
Della differenza tra un’esperienza e il racconto che ne facciamo.
Di una tendenza prima che diventi comportamento.
Delle parole che usiamo per costruire la realtà nella quale poi viviamo.
Del prezzo energetico che paghiamo per continuare a funzionare in un certo modo.
Di ciò che tentiamo continuamente di controllare.
Del nostro sistema di misura.
Della differenza tra ciò che sentiamo e ciò che ci raccontiamo di sentire.
Oggi abbiamo accesso a una quantità di informazioni praticamente infinita, non era mai successo prima (forse…).
Di certo, possiamo chiedere a una macchina di scrivere, tradurre, riassumere, progettare, analizzare.
Io lo faccio e so di farlo, così come so cosa sto facendo, altrimenti non lo farei.
E proprio mentre le macchine diventano sempre più competenti nel comprendere le nostre richieste, quanto siamo competenti nel comprendere il nostro funzionamento?
Il podcast è la porta d’ingresso a questa ricerca.
Il passo successivo sarà la Master Class Competenza di Sé.
Un percorso didattico ed esperienziale al quale sto lavorando da tempo e che raccoglierà, organizzerà e renderà praticabile il lavoro di ricerca sviluppato in questi anni.
La Master Class sarà a pagamento, ma avrà deliberatamente un costo popolare.
Questa è una scelta precisa.
Da una parte, la costruzione di questo materiale ha richiesto anni di ricerca e una quantità considerevole di tempo, energia, studio, verifica e lavoro.
Credo nel valore dello scambio: ciò che richiede energia per essere generato ha bisogno di una forma coerente di scambio per poter continuare a esistere, svilupparsi e trasformarsi.
Dall’altra, se considero la Competenza di Sé una possibile forma di alfabetizzazione umana, sarebbe contraddittorio trasformarla in un oggetto elitario accessibile a pochi.
Anche il primo e il secondo principio della termodinamica, quando li osserviamo metaforicamente nel funzionamento fenomenologico umano, ci ricordano qualcosa di molto semplice: ogni trasformazione richiede energia e nessun processo avviene senza una dispersione, un costo, uno scambio. Nessuno.
La gratuità assoluta e il prezzo elitario sono, per questo progetto, due estremi che non mi interessano.
Cerco una forma sostenibile e coerente.
Il podcast, intanto, è disponibile gratuitamente.
Dodici episodi che possono essere ascoltati in ordine, perché sono stati pensati come un percorso progressivo.
Non so se troverai risposte, non me lo sono posto come interrogativo.
Probabilmente troverai domande.
Alcune potrebbero accompagnarti per pochi minuti, altre, forse, un po’ più a lungo.
La prima domanda te la propongo io, da qui:
mentre il mondo cambia così velocemente, quanto davvero conosci il modo in cui stai funzionando al suo interno?
Buon ascolto.
E stai in ascolto.
Osserva.
Fabio