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Premessa: il tono del post è ironico e sarcastico, almeno già lo sai…

In questi giorni imperversa un acceso dibattito sull’Intelligenza Artificiale.
L’oscillazione è tra due posizioni abbastanza prevedibili: da una parte l’entusiasmo per una tecnologia destinata a cambiare tutto, dall’altra il repertorio delle paure e dei catastrofismi, già pronti all’uso.
Personalmente ritengo possibile farsi rubare il lavoro.
Perché in fisica il lavoro si esprime con una formula: L = F × s
(dove forza F e spostamento s hanno la stessa direzione).
Poi, l’IA si prenderà Internet (ma magari!!!!!!).
L’IA deciderà al posto nostro perché è più intelligente di noi (e, aggiungo, ci vuole poco, se mi guardo intorno…).
ESSERE UMANO: SVEGLIA, CAZZO!
Usa i neuroni (pochi o tanti che siano) che dovrebbero esserti rimasti.
A me NON interessa cosa farà l’Intelligenza Artificiale.
LEI (ammesso che sia corretto usare un pronome personale) non fa una bella sega se dietro non c’è un livello più o meno complesso di programmazione e iterazione umana.
A me interessa chi ci sta dietro, infatti.
Ovvero cosa faremo noi con una tecnologia capace di amplificare così smisuratamente le nostre possibilità, in tempi brevissimi.
Questa è l’epoca del “mai era successo prima”.
E ci siamo già passati, seppur con intervalli temporali più lunghi.
È già successo con il celeberrimo “TV color” nei primi anni ’80, Internet nei ’90, con gli smartphone e con i social, a seguire fino a Siri, Alexa, e sticazzi qua.
Oggi è già il delirio.
Ogni volta che abbiamo introdotto nella nostra vita uno strumento più veloce, più pervasivo, più seducente, ci siamo fatti qualche domanda della serie “che ne sarà di noi?”
Ebbene: moriremo tutti! Sì, è una certezza!
E su questo ci punto il milione di euro che non possiedo, perché la scommessa la vinco!
Capito?
Ma oggi mi interessa un’altra osservazione: che tipo di essere umano incontra questa tecnologia che chiamiamo Intelligenza Artificiale (che peraltro è un ossimoro)?
Non è una domanda retorica, perché una macchina potentissima nelle mani di una persona inconsapevole non produrrà più intelligenza. Potrà produrre più velocità, più efficienza, più persuasione, più controllo e più confusione. Per non dire demenza.
MASTURBATIO CEREBRI
Se non riconosco il modo in cui funziono, se non ho idea di cosa sia una tendenza, se penso di non avere automatismi e punti ciechi, l’Intelligenza Artificiale vincerà semplicemente amplificandoli.
Se IA è il nemico, esso va conosciuto per prendere le giuste misure. Come il politico… 😉
Prima questione: se stacco la spina, IA con cosa si alimenta?
Seconda questione: il limite che tende all’infinito.
Se dico all’IA di produrre ciò che voglio e di accrescere l’iterazione per migliorare sempre il risultato, dove mi sposto e verso cosa tendo?
lim n→∞ f⁽ⁿ⁾(x)
Ovvero: se ogni risultato diventa il punto di partenza dell’iterazione successiva e continuo a chiedere ancora, ancora e ancora… verso cosa converge il processo?
Ehi! Infinito non significa migliore!
Terza questione: la delega cognitiva e la consapevolezza che, metafora, se sto seduto 16 ore al giorno, mi viene il buzzo!
Per questo non credo che la tecnologia sia buona o cattiva in sé, come non lo è un utensile da cucina ben affilato o un’arma.
La questione è se noi siamo sufficientemente competenti per utilizzarla senza consegnarle, oltre alle nostre attività, anche la nostra capacità di discernimento.
Io la chiamo Competenza di Sé.
Ed è un fenomeno SOLO e SOLTANTO umano.

 

Talmente umano che ho usato l’Intelligenza Artificiale per costruire un Podcast di 12 puntate su questo argomento (mio canale youtube)!!!!

 

Ed è qui che si colloca Essential Four – I Quattro Essenziali: un modello fondato sulla simmetria dell’essere umano, emerso e concepito per osservare il rapporto tra ciò che siamo, ciò che facciamo e il modo in cui ci muoviamo nel mondo.
Per offrire un aiuto concreto a vedere e capire quando stiamo scegliendo e quando, invece, stiamo semplicemente reagendo inconsapevolmente all’interno della nostra orbita triangolare.

 

 

Quando stiamo utilizzando uno strumento e quando è lo strumento a organizzare, poco alla volta, il nostro modo di pensare, decidere e agire.

Quindi chi ci salverà dall’Intelligenza Artificiale?
La questione delle macchine sempre più potenti non può essere il problema. È chi ci metti davanti.
Una macchina potentissima + un essere umano inconsapevole può diventare un problema enorme.
Una macchina potentissima + un essere umano competente di Sé può diventare una possibilità enorme.
Io lavoro sul secondo.
Homo sum.
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